La verità, nel nostro lavoro (ed anche tra le proposte di sedicenti clienti) se ne vedono di tutti i colori, almeno in Italia, in quanto non esiste uno standard definito in materia : in concreto, ognuno offre (o cerca) quel che vuole, con grosse differenze di prezzo.

Ma perchè noi di Pariweb.it costiamo molto più di chi propone “Prima pagina a 100 euro” e meno di grandi agenzie che giustamente chiedono almeno diecimila euro in un anno ?

Scopriamo di più !

Mettiamo subito dei paletti :

  1. Non lavoriamo ad obiettivo raggiunto, chi lavora va retribuito
  2. Il software ha un costo
  3. Esiste anche la concorrenza, esiste chi lavora meglio (e per nostra fortuna peggio) e chi investe di più
  4. Non siamo una onlus, dobbiamo anche guadagnare
  5. Le tasse vanno pagate
  6. Il lavoro è continuativo ed impegnativo, nessuno arriva in “prima pagina” (ma in base a cosa ?!? ditelo,chiedetelo sempre !) in un giorno, in sette giorni o in un mese, senza un serio lavoro da svolgere almeno a medio termine.

Nel nostro mercato solitamente assistiamo a questa situazione :

  • la vendita numerica di parole chiave (senza distinzione tra competitive e non competitive);
  • la vendita numerica di parole chiave con distinzione tra competitive e meno;
  • la vendita di keyphrase che puntino alla “long tail”, ovvero parole-frasi chiave che non sono molto competitive, hanno meno traffico di quelle ad alta competizione, ma che, nel loro insieme, portano più traffico profilato e più propenso alla conversione rispetto alle precedenti.

Spesso i clienti non comprendono pienamente i meccanismi, vogliono la parola secca e bella competitiva, gli interessa sapere che il loro sito debba avere un aumento di migliaia di visite al mese ed ogni mese, poi se vendono o no sarà un incognita e se il prodotto non venderà sarà magari colpa dell’agenzia e non della qualità del prodotto stesso.

Altre volte invece è colpa delle web agency che speculano molto sull’ignoranza dei clienti, vendono parole chiavi, anche abbastanza generiche e “non long-tail” come se fossero prodotti da bar, senza illustrare ai clienti la distinzione delle due tipologie.

On page & Off page

Per posizionamento on page si intende l’abilità di ottimizzare internamente la struttura del sito web, agendo sul codice html, sui css grafici magari per recuperare spazio dove inserire testo (soprattutto per i siti statici in html) ed eventualmente sul php (per i siti dinamici che utilizzano noti CMS).

L‘off page invece riguarda tutte le strategia di web marketing, esterne al sito web, che puntano a migliorare la link popularity del sito web.

Qui siamo di fronte ad altri problemi, dovuti anche al fatto (innegabile) che molti clienti (e molti “finti” SEO) si ostinano a voler ignorare l’importanza del vero codice (lato interno) o dell’attività da svolgere con una opportuna cadenza nell’arco del medio termine di cui abbiamo parlato all’inizio.

Ottimizzare internamente il sito va bene, curare il blog tramite del buon copy writing meglio ancora, ma curare la link popularity e tessere la tela richiede tempo e capacità.

Si ma alla fine quanto costa ?

Rispondere alla domanda non è facile perchè la risposta è sempre legata alle effettive esigenze da parte del cliente.

Sicuramente è bene tener conto di questi fattori :

  • consulenza e formazione iniziale (comprendente anche lo screening del posizionamento attuale);
  • analisi di mercato: del settore, della concorrenza, scelta e definizione di una lista di keywords in base a traffico, possibilità di conversione delle stesse;
  • interventi on page: tecniche di ottimizzazione html on page, ma soprattutto il copywriting. Non tutti sanno scrivere bene. La capacità di scrittura a livello SEO è necessaria anche per strutturare bene la ripetizione delle parole chiave nel testo senza risultare come forzatura agli occhi del lettore.
  • Interventi off page: escludendo un attimo la semplice tecnica di inserimento del sito o pagine del sito nei siti di directory tematiche e comunicati stampa/article marketing, tecnica che perde sempre più peso negli anni (e che comunque richiede la perdita di tempo di ricerca e distinzione di directory, quale pagerank hanno, quali passano pr e quali no, ecc.), se dobbiamo analizzare siti concorrenti per cercare di capire dove questi “prendono” link che passano alto valore al sito, e dove magari poter scambiare link a tema, tutta questa analisi è un’ attività che, oltre a richiedere molto tempo, richiede un costo a chi fa SEO, spesso per l’utilizzo di software a pagamento per lo screening dei backlinks, come SEMRush, majestic seo, ecc. Questo costo poi, il cliente lo deve pagare, seppure in maniera scalabile;
  • consulenza e reportistica nel tempo successiva agli interventi. Le posizioni nei motori di ricerca conquistate, specie per settori competitivi, possono non essere sempre stabili, ed oggetto a fluttuazioni.
  •  Se poi il cliente vuole un monitoraggio costante del posizionamento del sito web per tutte le parole chiavi su cui si è lavorato, con dei report dettagliati, è un’altra delle attività che devono essere remunerate.

Il “SEO” va quindi visto anche in un ottica di investimento , richiede capacità ed impegno costante.

Diffidate da chi si offre a 100 euro per tutto ciò che vi abbiamo illustrato.

Riguardo a noi, per concludere, vi riportiamo quanto costiamo :

  • Almeno 300 euro (IVA esclusa) al mese per un impegno “base”
  • Non lavoriamo ad obiettivo raggiunto. Noi forniamo concretezza ed altrettanto concretamente vogliamo essere retribuiti
  • Non ci interessano fantomatiche future quote del business altrui, ripetiamo : CONCRETEZZA. La offriamo e la pretendiamo.

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